7 suggerimenti per scrivere un oggetto email efficace

Pubblicato il 27 ottobre 2014
  • Come scrivere un oggetto email efficace

Lasceresti mai che il tuo biglietto da visita fosse banale, incomprensibile, incompleto o addirittura ingannevole?
L’oggetto delle tue email costituisce per le tue campagne l’equivalente del tuo biglietto da visita. È la prima, e in alcuni casi unica, cosa che i tuoi destinatari vedono della tua comunicazione email.
Bastano uno sguardo e pochi secondi per fare la differenza fra un’email aperta ed una cestinata.

L’oggetto dell’email costituisce uno degli elementi più importanti per la riuscita di una buona campagna email e pertanto va studiato accuratamente.

Le 7  caratteristiche essenziali di un oggetto email efficace:

1) Interessante

L’oggetto deve essere accattivante ed attrattivo, deve spingere il destinatario ad aprire l’email e leggerla. Per creare un oggetto che porti risultati in termini di tasso d’apertura è buona regola mettersi nei panni del destinatario e provare a capire se, al suo posto, apriremmo quella specifica email. Se la natura della comunicazione ed il target (destinatari) della campagna email lo consentono, è anche possibile creare oggetti divertenti, irriverenti oppure sorprendenti. Cerchiamo di non essere troppo banali e scontati ma attenzione anche a non eccedere nell’altro senso.

2) Coerente col contenuto

Dobbiamo catturare l’attenzione del destinatario ed invogliarlo ad aprire l’email, ma attenzione a non cadere nell’errore di scrivere oggetti sensazionalistici o addirittura ingannevoli. Un oggetto email efficace deve contenere parole o almeno concetti che richiamino il contenuto del messaggio, non deve essere fuorviante né fare allusioni ad argomenti  che non si ritrovano espressi all’interno del corpo dell’email. Utilizzare un titolo di grande effetto ma completamente fuori luogo rispetto al contenuto della campagna email, potrebbe portare nell’immediato risultati interessanti. Tuttavia sul lungo termine la credibilità della nostra newsletter tenderà sicuramente a scemare, rischiando per di più di diventare oggetto di segnalazioni di spam.

3) Breve

L’oggetto delle email dovrebbe anche essere abbastanza corto. Non solo perché i destinatari comunque non dedicano più di una manciata di secondi a leggerlo, ma soprattutto perché quasi tutti i client di posta troncano i titoli delle email se troppo lunghi.

Un oggetto email tagliato a metà potrebbe risultare ridicolo o assurdo, certamente non aiuta ad aumentare i tassi di apertura. E’ buona pratica mantenere il titolo dell’email entro un massimo di 50 caratteri spazi inclusi. Limitiamoci se possibile ad un massimo di 5 o 6 parole.

4) Semplice

Il tempo che l’utente dedica alla lettura di un oggetto è davvero pochissimo: in media 2 secondi*. Mantenere l’oggetto il più possibile semplice e leggibile aumenta le chances di essere correttamente processato e capito e, se di interesse, di invogliare il destinatario ad aprire l’email. E’ anche bene cercare di evitare l’utilizzo di caratteri come apostrofi o accenti che potrebbero essere visualizzati non correttamente su alcuni dispositivi.

5) Non contenere parole “spam”

email nello spam

Questa dovrebbe essere un’accortezza ovvia ma a giudicare dai fatti forse non lo è poi così tanto. Non possiamo permetterci di gettare tutto al vento perchè abbiamo utilizzato parole sospette nell’oggetto della mail.
Nel pensarlo si devono tenere in considerazione piccoli accorgimenti: evitare eccessi di punteggiatura o superlativi, titoli scritti completamente in maiuscolo e soprattutto l’utilizzo di parole come: gratis, free, risparmia, guadagna, etc.

Vi basterà dare un’occhiata veloce alla vostra stessa cartella spam per prendere spunto su titoli da NON utilizzare.

6) In linea con il mittente (From)

Il nome scelto per essere visualizzato come mittente dell’email (campo “Da:”) e l’oggetto dell’email stessa, dovrebbero sempre andare a braccetto e lavorare insieme.
Il nome del mittente dovrebbe esplicitare chiaramente da parte di chi è stata inviata l’email ed è un dato che sarebbe meglio mantenere costante nel tempo.
Al contrario l’oggetto dell’email dovrebbe variare, anche nel caso in cui si parli dello stesso argomento. Se ad esempio le tue email hanno per argomento uno specifico evento, cerca di evitare oggetti ripetitivi come:
“Partecipa all’ E-VENTUM il 9 e 10 novembre”
“Ricorda di partecipare all’E-VENTUM il 9 e 10 novembre”
e ancora
“Non dimenticare di partecipare all’E-VENTUM il 9 e 10 novembre”

7) Testato (e ritestato e ritestato ancora)

Non dimentichiamo però che questi suggerimenti sono appunto solamente consigli, derivanti dall’esperienza globale di chi fa email marketing. La loro efficacia ed applicabilità dunque potrebbe variare, e non poco, in base al tipo di business, di obiettivo di comunicazione e di audience.

Diventa dunque essenziale testare vari approcci e soluzioni, cercando di verificare quali strategie funzionano meglio per il proprio caso specifico.

 

Quindi ricorda: investire tempo e risorse nella pianificazione di una campagna email perfetta e poi dimenticare di dedicare la giusta cura all’oggetto potrebbe vanificare tutti i tuoi sforzi. Sarebbe davvero un peccato ottenere tassi di apertura bassi per una svista all’ultimo minuto!

Mettiti sempre nei panni di chi la tua email la riceverà e rileggi l’oggetto che hai studiato:

Tu apriresti quell’email?

E tu, quali accorgimenti utilizzi per scrivere un oggetto email efficace per le tue campagne email?

Condividi con noi la tua esperienza commentando il post!

 


2 Risposte a "7 suggerimenti per scrivere un oggetto email efficace"

  • Jennifer
    9 giugno 2017 (13:59)
    Rispondi

    Buongiorno! Mandare una newsletter aziendale con mittente un nome e cognome (al posto del nome dell’azienda), è una valida idea? Oppure usare un nome e cognome (che il destinatario non conosce) nell’oggetto della newsletter, può andar bene?

    • Trendoo Customer-Care
      12 giugno 2017 (12:20)
      Rispondi

      Buongiorno, inviare newsletter aziendali inserendo come mittente anche un nome ed un cognome può essere una buona strategia. Sicuramente è un modo per rendere più umana e personale la comunicazione e, in certi casi, ottenere un’attenzione maggiore da parte dei nostri destinatari. A patto però che il nome e cognome usati siano quelli di una persona reale, qualcuno con cui il nostro interlocutore possa davvero rapportarsi. La trasparenza infatti paga, mentre l’utilizzo di finti mittenti con il solo scopo di attrarre l’attenzione, potrebbe risultare a lungo andare in una perdida di fiducia da parte dei nostri contatti. Allo stesso modo inserire un riferimento ad una persona nell’oggetto: può andare benissimo se è giustificato dal contenuto dell’email e non forzato. Il risultato non è scontato e dipende da molte variabili, ma è certamente un approccio che vale la pena di testare!


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